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Diritto Minorile: Dai comportamenti a rischio ai reati

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Messaggio  5vm il Lun Feb 09, 2009 12:36 am

Appunti dell'incontro del 8 febbraio 2009


Diritto Minorile: Dai comportamenti a rischio ai reati
1. abuso sostanze stupefacenti e alcol (sta aumentando questo aspetto a disisura)
2. fenomeno del bullismo
3. abuso di internet, l’uso distorto di internet

Sotto i 14 anni c’è la presunzione assoluta di incapacità.
Dai 14 ai 18 anni sono imputabili anche se la capacità va accertata dal giudice in concreto. Tribunale competente il tribunale dei minori.
Il consumo di alcol, tra i ragazzi dai 12 ai 14 anni, è raddoppiato negli ultimi 10 anni (Società Italiana di Pediatria del 2008), Accertato che l’abuso di ciò è per bisogno di sentirsi adulti. Le conseguenze possono essere dirette (dal punto di vista medico) e indirette (causate da distorsione della volontà). 1 ragazzo su 4 tra i 15 e i 29 anni muore a causa di alcol.
Per abuso però bisogna intendersi. Si fa abuso di alcol quando si bevono 5 bicchieri di vino consecutivi, o una bottiglia intera, ½ litro di birra e bicchierini di alcolici vari.
Policonsumo è ancora peggiore, è l’abuso di alcol associato ad altre sostanze stupefacenti.

D.P.R. del 9/10/1990 n. 309:
la repressione delle attività illecite art. 75 in particolare dove si specifica la dose media di droga considerata per uso personale. Chi viene trovato con una dose di droga sotto un livello commette comunque illecito amministrativo. La tabella che definisce la quantità di dose massima è evidenziata propri all’art. 75.
NOT (nucleo operativo tossicodipendenze). I ragazzi trovati con una dose personale vengono inoltre segnalati al NOT.

Cosa dicono i ragazzi oggi:
- detenere droga non è reato
- non nuoce alla salute
- l’uso personale di droga è un fatto consentito e lecito/ludico e passatempo
- il divertente è sostanzialmente legato al consumo di sostante psicoattive.
Ciò che conta per i ragazzi oggi nella vita è la FORTUNA

Apriamo una parentesi l’uso della droga in caso di incidente stradale diventa un aggravante, ma in caso di violenza sessuale (esempio ultimo fatto di capodanno 2008 a Roma) diventa una attenuante.

BULLISMO
E’ un comportamento di un ragazzo o un gruppo di ragazzi (maschi e femmine in egual misura) che mettono in atto azioni offensive ripetute nel tempo nei confronti di un soggetto vittimizzato o prevaricato.
Il dato che risulta dal punto di vista psicologico è la mancanza di rimorso per quello che succede, i ragazzi non capiscono che è un illecito e di conseguenza non hanno nessun atteggiamento a posteriori di rimorso interiore.
Colui che mette in atto comportamenti di aggressione verso un coetaneo ha 3 condizioni
1. l’intenzionalità
2. persistenza nel tempo
3. disequilibrio
(sceglie sempre una vittima non a caso, ma chi sente inferiore o comunque più debole)

Esiste poi oggi il fenomeno del CYBERBULLYNG ossia pubblicare filmati con atti bullistici via internet.

PROFILO DEL GIOVANE BULLO
1. aggressività latente, anche con gli adulti (genitori e insegnanti) non solo verso i coetanei
2. atteggiamento positivo verso la violenza
3. bisogno di dominare l’altro
4. opinione positiva di sé. (Nella realtà lavorando con questi ragazzi vi è la totale disistima di loro stessi)
5. appaiono indifferenti alle condizioni di sofferenza in cui pongono le loro vittime (assenza di rimorso)
6. l’azione prevaricatrice tende a perpetuarsi grazie all’ottenimento di “benefici concreti”, quali sigarette, denaro, merendine (fenomeno riscontrato anche alle scuole elementari) oltre che di prestigio agli occhi dei complici spettatori
7. ama circondarsi di due o tre coetanei che tendono a non prendere l’iniziativa ma a sobillare e a sostenere la condotta del primo (bullo passivo-correità)

In generale caratterizzato da un modello reattivo aggressivo associato a forza fisica (Olweus, 1993)
Atteggiamento omissivo è oggi colpevole altrettanto ( e di questo i ragazzi proprio non ne hanno consapevolezza)

Il bullo si avvale di convinzioni rinforzate nel sociale.
Alcuni genitori hanno così risposto:
“dare pecche e spinte non è altro che fare giochi un po’ agitati”
“non è giusto rimproverare un ragazzo che ha contribuito non direttamente”
“non è grave dire delle piccole bugie”
“è bene maltrattare chi si comporta debolmente”

Sanzioni disciplinari – la scuola
Dovrebbe essere di tipo riparatorio convertibile in attività a favore della comunità scolastica (Direttiva del Ministero della Pubblica Istruzione n. 16 5/2/2007).
La competenza spetta al Consiglio di Classe

Quando si configura come reato
Le sanzioni disciplinari irrogate dalla scuola non sostituiscono le eventuali sanzioni penali, né quelle civili per eventuali danni ingiustamente causati.
Le sanzioni civili colpiscono i genitori dei minori che hanno causato danni.
Il genitore ha la responsabilità civile oggettiva.

La responsabilità degli insegnanti
Analoga a quella dei genitori ma non identica e solo per il periodo sottoposto alla sua vigilanza.
Il danneggiato può agire o contro l’insegnante o contro lo Stato (scuola pubblica)
La scuola deve convocare i genitori e informarli

Quando il bullismo diventa reato
Il reato si configura in quanto esiste una norma generale dettagliata in tutti i suoi elementi oggettivi e soggettivi (furto è dettagliato penalmente)

Estremi per procedere
I pubblici ufficiali hanno l’obbligo di denunciare ogni reato. Obbligo delrefertoperi sanitari

La denuncia
Va fatta per iscritto nel modo più accurato possibile.
Va presentata: per i maggiorenni alla procura della repubblica presso il tribunale della Repubblica dove è avvenuto il reato; per i minorenni procura della repubblica il tribunale dei minorenni.

Tra i 12 e i 14 anni
94% ha il computer a casa
50,8% nella propria camera
42,4% si collega tutti i giorni
75% scarica immagini e video
47% ha un blog personale in cui inserisce foto,amici ecc.

Cosa fanno (il 47% di chi ha il blog)
79% scarica musica
50-60% racconta sui blog come un diario
35% racconta della scuola
20% racconta del sesso
10% racconta della famiglia

Il 47% di chi ha un blog può entrare in contatto con uno sconosciuto che può richiedere foto, numero di cellulare incontri.

Tutto ciò apre la strada a nuove problematiche
1. lo sviluppo do organizzazioni criminale legate allo sfruttamento sessuale dei minori mediante l’offerta on line di una serie di servizi illegali. Carattere transnazionali delle attività illecite di queste organizzazioni criminali.
2. la garanzia dell’anonimato favorisce soggetti con pedofilia che possono spacciarsi per coetanei per ottenere foto pedopornografiche, raccogliere informazioni.

Legge 6/2/2006 n. 38
Obiettivi ampliamento della mozione di pornografia infantile e del suo ambito
a) estensione della protezione al minore fino al compimento dei 18 anni
b) esclusione del patteggiamento in reati di sfruttamento sessuale
c) stati membri dell’UE hanno tutte la stessa legge
d) procreazione di iniziative finalizzate al commercio di materiale pornografico anche per via telematica

internet@minori è una dicitura che individua i siti sicuri per la navigazione dei minori.
Esiste un comitato internet minori, in linea generale tutti i siti web che hanno contenuti illeciti si possono denunciare alla polizia postale: www.poliziadistato.it/post/informatica.htm[justify]

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Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano.
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