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L'adolescenza e il sesso

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Messaggio  5vm il Mer Feb 04, 2009 9:16 pm

3 incontro del 2009

Educazione affettiva e sessuale in età evolutiva
Lo sviluppo sessuale esiste sempre in ogni fase di crescita del bambino. Sarebbe bene pertanto, saper affrontare
l'argomento in ogni fase direttamente con i figli. Dai 13 ai 17 anni questa pulsione sessuale è molto forte e purtroppo però non vi è l'abitudine ad affrontare un tale argomento direttamente con gli interessati. Sono 5/6 anni di buio, in cui i ragazzi sono lasciati a loro stessi e all'informazione che possono ricevere dai media, dai coetanei, ecc. con il rischio di acquisire visioni distorte sull'argomento.
Perché è indispensabile parlare di sessualità già nell'infanzia?
Primo perché sesualità è vita, educare alla sessualità vuol dire educare alla vita.
Secondo sessualità è alterità e comunicazione, la sessualità senza comunicazione è nulla. Infatti un disturbo sessuale è sempre connesso con un disturbo comunicazionale.
Due impulsi nella sessualità fusi insieme: il desiderio di incontro con l'altro e l'espressione di sé.
Nella sessualità coesistono tante dimensioni: ludica, sociale, narrativa, procreativa.
I bambini hanno subito una loro sessdualità, non comincia con lo sviluppo sessuale, esiste di per sé. La
masturbazione senza immaginario da piccoli esiste in quanto piacere a toccarsi, semplice e puro.

Crisi puberale c'è la trasformazione corporea, le cose cambiano ancora nella preadolescenza, il corpo si abitua al cambiamento è una crescita sottile difficile ad accorgersene.
Durante la preadolescenza si comincia a predisporre l'identità sessuale. Prima con l'imitazioni di modelli. Questa quindi è la fase di inizio (un bimbo di 8 anni che gioca con vestiti da femmina non significa nulla, non c'è nesuna identità ancora sviluppata dal punto di vista scientifico).
L'identità sesuale avviene quindi dalla fase preadolescenziale in poi.
Un primo sintomo è il cambiamento a livello corporeo:
per i maschi aumento dei testicoli, peli pubici che crescono, aumento muscolatura, cambio del tono di voce, scroto, barba, polluzione notturna, capacità eiaculatoria (avviene spesso durante la polluzione notturna, la prima eiaculazione diventa la prima masturbazione casuale);
per le femmine cresce il seno, i peli pubici, si modificano gli organi sessuali, ciclo mestruale
Questo cambiamento avviene prima nelle femmine intorno ai 9-15 anni. Il ciclo mestruale è fisiologico non è uno
stimolo casuale, avviene in un momento ben preciso e da lì regolarmente. E' un fenomeno culturalemente noto e
accettato, tanto che è un discorso frequente tra madre e figlia che si affronta prima che esso avvenga. Lo stesso invece non avviene quasi mai per quanto riguarda il maschio e la sua prima polluzione notturna.
Eiaculazione - masturbazione dovrebbero essere due argomenti trattati con i figli in maniera equa. Diventare "uomini" sul piano biologico, è una fase preadolescenziale e non bisognerebbe aspettare di arrivare alla sessualità matura per poterne parlare.
Pertanto una differenza già su come vengono trattai questi argomenti, esiste tra maschio e femmina, oltre alla
differenza di età in cui avviene lo sviluppo che si sa per le femmine è prima, ci sarà l'azzeramento di tale distanza nel giro di 2-3 anni, in 3 liceo in genere sia maschi che femmine sono sviluppati.

Masturbazione quale è la parte funzionale e disfunzionale.
La sessualità è un fatto fisiologico, esiste una parte pulsionale che non si può negare. Il primo piacere del bambino è nell'allattamento. Cercherà poi di ripetere questa sensazione con l'autoerotismo. Toccarsi da piacere e abbassa l'ansia. Accettare ciò, comprendere che è fonte di piacere, insegnare al massimo che bisgona scegliere il dove e il come procurarsi piacere (spesso bambini nella scuola primaria tendono a masturbarsi anche in classe, in questi casi niente allarmismi, un fatto molto naturale, cercare però appunto di far capire che esiste un come e un dove appropriato per fare certe pratiche, che non è la classe).
La masturbazione adolescenziale si differenzia da quella infantile perché è accompagnata da fantasie ed immagini
erotiche.
Masturbnarsi scarica l'ansia, cosa è che non va bene allora nella masturbazione anche dei piccoli? E' l'eccesso, una, cioè, masturbazione compulsiva che è spesso sintomo di ansia, l'ansia che sta dietro ad un tale atteggiamento non dipende da un problema sessuale.
L'ansia di un bambino ad esempio può esserci quando i genitori si stanno separando, una malattia in casa, un lutto, quando non rispetta le aspettative del genitore ecc. E' la dipendenza che può creare il problema, quindi occorre monitorare affinché non diventi fissazione, ma senza essere invasivi. Il problema non è il gesto in sé ma è l'uso compulsivo.

Esordio sessuale completo
L'esordio sessuale non ha una data fissa. Occorre educare alla gradulità e alle "distanze" diverse a secondo del
rapporto che si ha (non ci si conosce si ha una certa distanza, si è amici ce ne sarà un'altra.....) e insegnare ai ragazi anche a chiedere e saper dire no, sembrano cose scontate ma invece sono così certe.

COMPETENZE NECESSARIE
- saper entrare in relazione in modo non dipendente, o violento
- saper riconoscere tentativi di manipolazione ed opporvisi
- saper usare strategie di negazione interpersonale anche in contesti di forte emotività
- saper comprendere e saper valutare le conseguenze del proprio comportamento

I RISCHI
in assenza di tali competenze si possono subire atti sessuali senza arrivare agli estremi fatti di cronaca. Possono
esserci disparità.

PREVENZIONE
emotiva e relazionale della sessualità
L'attività sesuale iniziata prima che l'adolescente abbia sviluppato le capacità cognitive e relazionali necessarie per stabilire una relazione paritaria e coinvolgente con il partner, continuerebbe in seguito allo stesso modo per una sorta di relazione circolare.

Occorre quindi EDUCARE ALLA SESSUALITA' (che implica educare all'adultità, al coinvolgimento, al dono di sè ecc. ecc. educare alla vita)
QUANDO/CHI/CON CHE LINGUAGGIO
- Quando? Domandarsi se è troppo presto significa quasi sempre che ne parleremo troppo tardi. Non c'è un copione giusto da recitare. Occorre agganciarsi e cogliere l'occasione che i figli stessi ci danno.
- Chi ne deve parlare? Il genitore sicuramente poiuttosto che il ginecologo, sessuologo, compagni ecc.
- Quale linguaggio? Usare un linguaggio familiare, senza allusioni ma in modo corretto.

Parlare di sessualità vuol dire abituare i ragazzi a vivere la sessualità in modo sereno, la sessualità è crescita, conoscenza e si costruisce con calma, pazienza, comunicazione, conoscenza.

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Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano.
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