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Piercing si piercing no

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Messaggio  5vm il Ven Gen 16, 2009 3:04 pm

Dal punto di vista antropologico e sociologico i tatuaggi e i piercing fanno pensare a rituali tribali primitivi, a segni di riconoscimento e di appartenenza ad una tribù, di fatto oggi sono diventati l'ultima tendenza nel mondo dei giovani e non solo.
Il tatuaggio, più del piercing, avendo carattere permanente, comporta una assunzione di responsabilità e consapevolezza maggiori e quindi si legano spesso a motivazioni che riguardano la propria vita, spesso sono fatti per dimostrare la propria appartenenza ad un gruppo con proprie ideologie e valori.
Il piercing, ora c'è ora non c'è più, ha un carattere più ludico-visivo-esibitivo e con il quale è possibile “giocare” con diverse identificazioni avendo così possibilità di cambiare quando e come si vuole.
Si fanno per moda, per apparire, per appartenenza, per trasgressione, tanto per........ e sono soprattutto gli adolescenti oggi a voler “comunicare”, o forse “non comunicare” con il mondo degli adulti, attraverso queste forme tribali, e non poche volte esprimono un disagio, una sofferenza verso il mondo che li circonda (primi i genitori).
Gli adolescenti nel tentativo di rendersi autonomi, di trovare una propria strada, soprattutto quando i genitori non sono ancora pronti ad accettare la loro crescita, esprimono la loro voglia di indipendenza, di ribellione, di libertà facendo anche queste scelte diciamo “estreme”.
Il piercing infatti, è uno dei principali motivi di discussione, oggi, tra genitori e adolescenti.
Noi genitori spesso non siamo in grado di decodificare il senso profondo del perché nostro figlio ha voglia di farsi un buco sulla pelle e rischiamo, con il nostro giudizio negativo a priori, di allontanarli ancora di più, quando non ce ne è realmente motivo.
La preoccupazione deve nascere quando il piercing diventa ossessivo ed eccessivo, quando diventa un motivo per sfuggire alla vita reale, e allora non ne basta più uno ma ce ne vuole un altro e un altro ancora, ci si chiude e non si comunica più ecc. ecc.................
Anche mio figlio ha il suo bel piercing sotto il labbro, è stata dura accettarlo, ma siamo giunti ad una decisione insieme, parlando tanto delle conseguenze, e delle motivazioni che sembrano, per ora, solo estetiche, “mi piace” è stata la sua motivazione. Ha avuto così il permesso essendo minorenne, ed è stato anche felice di essere accompagnato da me in un posto sicuro, dove sono soliti fare queste piccole operazioni con tutte le migliori condizioni per evitare rischi di infezioni.
Abbiamo fatto un patto, fino ai suoi 18 anni non se ne parlerà più né di piercing né di tatuaggi, per ora si gode questa sua piccola conquista verso l'età adulta secondo lui, io mi godo un passo in avanti verso mio figlio e verso il suo mondo, riconoscendo che poi non è così male con il suo piercing, che lui è sempre lui e quello che è ciò che conta, l'apparire poi troveremo il modo di mediare di volta in volta perché per ora quello che più mi fa "orrore" sono le sue belle mutande in vista altro che piercing!!!!!!!!!!!!

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Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano.
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