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Dinamiche relazionali genitori/figli: TRA FRATELLI

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Messaggio  5vm il Dom Mar 08, 2009 8:59 pm

Appunti del 6° incontro: Relazioni genitori/figli 8 marzo 2009


QUANTO ROMPE………MIO FRATELLO


I FRATELLI
- oggetti di odio e amore
- figure di identificazione
- plasmano il modello delle nostre future relazioni personali
- appartengono alla rete orizzontale

I fratelli sono avversari naturali
- chi è più amato dai genitori
- chi gode del posto fisso nel sistema familiare
- chi deve lottare per occupare quel posto fisso

E' un falso storico dire tutti i figli sono uguali. L'amore è lo stesso, ma ogni figlio è diverso dall'altro. I figli hanno dei pezzi di noi e inevitabilmente esistono debolezze e comportamenti diversi nel modo di relazionarsi a loro. Non sono ingiustizie anche se i figli le vivono come tali. Ecco perché dovrebbe essere chiaro anche a loro che è l'amore che è sempre uguale.

DIVERSI FIGLI

I PRIMOGENITI = posto ricco di oneri e onori- E' lui per primo ad aver reso i genitori tali.

I FIGLI INTERMEDI = i figli sandwich riuniscono tutti gli svantaggi sia dei fratelli maggiori che minori. Ma avranno anche la possibilità di sentirsi coccolati e protetti e dall'altro lato potranno essere superiori a qualcuno.

I MAMMONI = sono i più piccoli e apprendono prima e lottano meno e si godono l'affetto generale.

Tenendo conto di una antropologia naturale possiamo dire che........

Le sorelle per i fratelli hanno un ruolo di grande vicinanza affettiva, conforto, sostegno. A volte la vicinanza si traduce in attrito e rivalità.
La presenza di un fratello viene vissuta dalla sorella in maniera più neutra, come se vivesse in una sfera diversa e non potesse intaccare la propria identità di donna.
Tra fratelli maschi i conflitti sono più fisici. Non si confidano i sentimenti. Ma si legano molto in età adulta.

Le RAGAZZE tendono ad occuparsi delle relazioni interpersonali
I RAGAZZI si battono per occupare la posizione predominante.
Se un fratello capisce di non avere possibilità di primeggiare in un ambito ne cerca un altro in cui affermare le sue capacità. Ci sarà quello studioso, quello sportivo…. Non sono però rari i casi in cui da adulti i fratelli cercano di fare del loro meglio nelle stesse attività.

GELOSIE E RIVALITA'
Gelosia e rivalità sono fisiologiche come l'affetto e la solidarietà. Quello che può essere utile è domandarsi rispetto a che si ha la gelosia e la rivalità.
E' inevitabile che facciano paragoni.
Non è una patologia la gelosia nell'infanzia. Il bambino alla nascita è dipendente dai genitori ed in particolare dalla madre figura primaria di attaccamento. Non può vedere in braccio alla mamma un altro bambino già a partire dai 6 mesi di vita.

............GELOSIA
- nasce dalla paura di perdere la figura di attaccamento
- è un sentimento potente
- è ovviamente maggiore nei confronti di un fratello rispetto ad un amichetto, in quanto il bambino ne riconosce la maggiore competitività.

GELOSIA ED ETA'
- 2 anni si manifesta con colpi-graffi-spinte
- 3-4 anni scontro fisico e commenti sgradevoli
- 8- 12 anni scontri verbali-derisioni-sfide-competizioni (e qui spesso conviene intervenire perché può tramutarsi in un attacco all'autostima di uno dei due provocando danni peggiori)

Il fratello maggiore cerca di ottenere l'approvazione del genitore comportandosi saggiamente, poi però sfida il minore continuamente per vincere su di lui.
Il piccolo per non uscire sempre sconfitto può reagire differenziandosi il più possibile dal maggiore, alla ricerca della propria identità, propria e contrapposta (soprattutto tra fratelli dello stesso sesso).
Occorre valorizzare le differenze fin da bambini non mettendoli mai in competizione. Identità basata sul positivo mai sul negativo.

QUANDO SI DEVE INERVENIRE
Nei casi in cui la gelosia diventi eccessiva e distruttiva per l'autostima di uno dei due fratelli e si configuri l'ipotesi che possa essere intaccato il suo senso di sicurezza allora sono necessarie strategie di intervento e risolutive.

GELOSIA QUANDO?
L'annuncio imminente della nascita di un fratello/sorella è in genere il momento in cui la gelosia diventa tangibile. Il primogenito si sente abbandonato già quando la madre va in ospedale (cos'è che non va in me se hanno bisogno di un altro bambino?).

Conseguenze:
REGRESSIONE E RABBIA

REGRESIONE = tornare indietro, interpretare nuovamente un ruolo già interpretato, vuol dire rifugiarsi in un ruolo rassicurante perché già sperimentato come tale.Per un bambino vuol dire tornare più bambino per garantirsi più coccole, affetto e protezione.
La regressione in una prima fase va accolta e non combattuta. Si deve prendere per mano il bambino che manifesta questo, abbassandosi al suo livello e accontentarlo nelle richieste gratificandolo e poi prenderlo per mano e rassicurarlo sul suo nuovo ruolo e su quello del nuovo venuto spiegandogli che esistono altre modalità per avere comunque sempre l'affetto dei genitori. Da soli i bambini non risolveranno mai.

RABBIA = la rabbia va normalizzata. Bisogna verbalizzare i sentimenti che la sottendono fino a normalizzare la collera. Bisogna aiutare il bambino a diventare consapevole che dietro i suoi gesti di rabbia c'è la paura di perdere la mamma e il papà.

PREVENIRE E RASSICURARE
Attenzioni individualizzate, dedicare un po' di tempo singolarmente ad ogni figlio riduce la gelosia. Individuare la passione del singolo e dedicarsi a quella in modo da smontare alla radice la competizione.
Si alle diversità no alle differenze.
Se glielo si spiega, i figli sono in grado di capire le differenze e che nei momenti diversi si possono avere esigenze diverse. Trattamenti differenziati e trattamenti preferenziali non sono la stessa cosa. I favoritismo creano risentimento.
Un conto solo le differenze e un conto sono le preferenze.

L'ALTRUISMO
Insegnare i valori della cooperazione, della condivisione, della coesione familiare sono importanti e sono cose che restano e vanno oltre, anche se in adolescenza saranno motivo di scontri feroci, premiando gli sforzi che vanno in queste direzioni.

FAVORIRE LE AMICIZIA
Incoraggiare esperienze separate. Vivere in stretta prossimità per lunghi periodi porta scontri e frizioni. E’ bene che ogni figlio abbia amici, hobby diversi.
In vacanza per esempio dare la possibilità a tutti i figli di portare con sé un amico a turno.

Ciò che fa male sono i confronti incoraggiando uno a discapito dell'altro (confronto scolastico spesso all'origine di questi attriti)

Da evitare parole come MAI, SEMPRE, CONTINUAMENTE.......
I figli sono sempre migliori dei voti che portano. Scindere ciò che è da ciò che fa.

LE REGOLE DEI VOTI
- se ne parla da soli con un figlio per volta
-genitori devono lodare i figli per un buon voto, o consolarli per uno cattivo, soltanto quando sono soli con loro
Occorre lavorare sulle diversità. Non mi piace come studi….NO non mi piaci tu o viceversa.
Emulazione è un percorso di transizione verso una propria identità. Quindi emulare non è sbagliato di per se, se è sempre circoscritta ad un momento dividendo sempre ciò che è da ciò che fa. Emulare un comportamento legato al momento, a quel pezzetto di percorso (mi piace come hai affrontato quel problema in quel momento preciso non sempre....) è un confronto sano.

Domanda: se il rendimento negativo scolastico persiste come fare a non parlarne senza sganciarsi dal voto perennemente brutto.
Risposta: è un fatto legato alla crescita e a questo punto io mi domanderei perché non cresce, e andrei oltre, mi ripropongo di capire perché non fa il salto e alimento allora passioni extrascolastiche, cercando comunque di portare avanti gli studi il più possibile (fino alla maturità almeno).
L'intelligenza, da studi accertati, incide sul rendimento scolastico al 30%.

I CONFLITTI TRA FRATELLI
Sono nella maggior parte dei casi fisiologici e sani. Imparano a conoscere i limiti di ciò che si può fare tramite i conflitti. Sono più aspri tra fratelli dello stesso sesso in genere.
Dovremmo essere capaci di osservarli intervenendo solo se ci sono pericoli fisici. Da uno scontro imparano a conoscersi e a negoziare e mediare.
Si deve intervenire anche quando ci accorgiamo che a subire la decisione è sempre uno dei due che subisce l'altro. Allora la mediazione la facciamo noi.

DI FRONTE AD UN LITIGIO- dividere i contendenti (se lo scontro è fisico)
- attirare la loro attenzione (prima di tutto farli smettere per farci ascoltare altrimenti è inutile, e farsi guardare negli occhi sempre)
- comprendere le motivazioni empaticamente (verbalizzando)
- descrivere ciò che sta accadendo
- evitare di consolare la vittima e insultare l'aggressore

Domanda: se l'autostima è minata dal fratello più forte continuamente.
Risposta: separare, valorizzare le competenze, favorire la realizzazione in altri campi.

L'AUTOSTIMA è la forbice tra ciò che sono e quello che vorrei essere.

Concludendo la gelosia è fisiologica finché non danneggia l'autostima dell'altro.

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Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano.
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